Produrre LED con scarti di cibo e bevande

Carbon dots creati da scarti alimentari e rifiuti organici per creare LED

Un gruppo di studio della “University of Utah” di Salt City (U.S.A.), ha ottenuto CDs (carbon dots) da rimanenze di cibo e bibite, creando un procedimento che utilizza uno dei rifiuti a più alto impatto ambientale (circa 1.3 miliardi di tonnellate degli alimenti prodotti nel Mondo ogni anno va sprecato, questa quantità si somma ai rifiuti alimentari prodotti ogni giorno il cui smaltimento nelle discariche è una fonte importante di metano).

Gli Studiosi dell’University of Utah hanno ottenuto Carbon dots mediante la sintesi solvotermale utilizzando rifiuti di cibo solidi e bevande zuccherine trattati a temperature di circa 200°C.

I led possono essere realizzati con i Quantum Dots (QDs, nanostrutture composte dall’ inclusione di un materiale semiconduttore in un’altro semiconduttore), i QDs possono essere realizzati con numerosi prodotti rari. Nell’ultimo periodo i ricercatori si sono concentrati sullo sviluppo di QDs composti da carbonio così da essere maggiormente reperibili e biocompatibili.

Grazie ai materiali composti organicamente da fonti di carbonio, alcuni vengono decomposti dando inizio alla agglomerazione del carbonio (detta anche nuclearizzazione e crescita) formando così i DDs (Carbon Dot) con misure più piccole di 20mm.

Una volta trattati con varie tecniche tra cui FTIR, RAMAN, AFM, i carbon dots vengono immersi in resine epossidiche e poi utilizzati come LED.

 

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